LE INTERVISTE DI KAUFMAN:

ANTONELLA LATTANZI

Eccoci! Continuiamo a conoscere più da vicino i docenti dei corsi Kaufman… È il turno di Antonella Lattanzi, che il 27 e il 28 ottobre, a Ruvo di Puglia (Museo del Libro – Casa della Cultura – Palazzo Caputi), ci farà conoscere e praticare le affascinanti strade della scrittura narrativa.

Qual è stato il primo libro che hai letto?

«Non me lo ricordo… Ma uno dei più importanti di quando ero piccola è stato Una storia infinita di Michael Ende. È stato il libro che mi ha fatto pensare: io da grande voglio fare la scrittrice».

E come hai cominciato?

«I miei genitori mi hanno insegnato la lettura come valore umano, come modo di vivere. Ho iniziato a scrivere in terza elementare, quando, nel mio primo tema, ho scritto che da grande volevo diventare una scrittrice, e ho disegnato anche il mio primo libro. Autrice: Toni (che è come mi chiamano gli amici) Lattanzi. Titolo: Il mio primo libro. Il che dimostra che io, coi titoli, non sono mai stata un granché».

E cosa hanno in comune la Lattanzi scrittrice e lettrice?

«La Lattanzi è una lettrice. Ha capito che voleva fare la scrittrice proprio perché è sempre stata una lettrice. Come dicevo prima, lettrice come modo di vivere, di affrontare la vita».

Come si impara a scrivere?

«Si impara leggendo, prima di tutto, il più possibile. E poi vivendo, ed essendo curiosi di tutto ciò che ci circonda. E amando le persone diverse da noi, per imparare ad entrare nella testa degli altri».

Il tuo ultimo romanzo, Una storia nera (Mondadori), continua ad avere vita – anche all’estero – e presto diventerà qualcos’altro, giusto?

«Sì, incrociamo le dita. Speriamo che diventi una serie tv. Ci stiamo lavorando, io sono anche sceneggiatrice, ed è bellissimo vedere i propri lavori trasformarsi in qualcos’altro, avere una seconda, segreta, vita».