5-6-7 Luglio 2019

corso di

scrittura per la poesia

 

MAT – Laboratorio Urbano

Via Macello – Terlizzi (Ba)

A cosa serve la poesia

La poesia è la parola nella bocca di un bambino. La poesia richiama sempre qualcosa che ha a che fare con l’infanzia, non perché la poesia è infantile o ingenua, piuttosto perché nella bocca del bambino la parola trova la sua prima volta, lo stupore, la verità dell’origine. Il bambino osserva tutto, ascolta tutto per la prima volta e non ha bisogno di dare un nome alle cose, questa è la poesia e questa sarà l’azione sottesa al nostro laboratorio.

Non sarà un ritorno o un ripiegarsi su di un mondo fragile e incantato dei tempi perduti quanto piuttosto il gioco crudele del bambino, la sua voglia di rompere le regole e togliere equilibrio alle cose mortali.

Gli strumenti del poeta sono l’osservazione e l’ascolto prima di tutto e su questi sensi lavoreremo calandoci nel paesaggio attraverso camminate, attraversamenti, missioni sia nel contesto urbanistico-architettonico che nella natura cercando sempre il punto di vista che reinventa ciò che si osserva. I nostri taccuini saranno come delle macchine fotografiche capaci di cogliere l’attimo, il segreto che sta dietro la vita.

Cercheremo, durante il laboratorio, di concentrarci su tutti gli insegnamenti che il teatro può offrire alla poesia e lo faremo in vari modi. Prima di tutto cercando una poesia, una parola capace di incontrare il suo referente, il pubblico, il suo interlocutore. Non possiamo pensare la poesia come un atto privato, ma come un canto pubblico, un’orazione di comunità. La poesia si annoia nei libri, nelle pagine, negli scaffali, nei comodini. La poesia cerca sempre una voce, un respiro, un fischio nella notte.

Il teatro ci guiderà nelle diverse fasi, sia nella scrittura che nella restituzione finale con il pubblico.

Le forme su cui lavoreremo saranno diverse, la poesia in forma di monologo, la forma breve, la canzone, la poesia in forma di meditazione, la preghiera.

Fondamentale sarà in tutti i momenti di lavoro il confronto costante con la voce, la nostra stessa voce o quella dei compagni di lavoro (spesso non è detto l’autore di un testo sia il suo migliore interprete), il ritmo, l’intonazione. Nella serata finale ci confronteremo con il pubblico e cercheremo di cacciare le nostre parole via dalle pagine.

GIUSEPPE SEMERARO

Attore, regista e poeta, lavora in ambito teatrale da più di vent’anni. Ha lavorato come attore con Il teatro della Valdoca, in diversi spettacoli con la regia di Danio Manfredini e ha preso parte allo spettacolo Frame con la regia di Alessandro Serra.

Nel 2007 è tra i fondatori della compagnia Principio Attivo teatro dirigendo come regista Storia di un uomo e della sua ombra ( finalista scenario e premio Eolo 2009), La bicicletta Rossa ( premio Eolo 2013 ) e Opera Nazionale Combattenti (finalista in-box 2016). Nel 2015 realizza lo spettacolo Digiunando davanti al mare ispirato alla figura di Danilo Dolci.

È autore di diversi libri di poesie tra cui A cosa serve la poesia da cui è tratto lo spettacolo con Gianluigi Gherzi.

LA LOCATION

Il MAT laboratorio urbano è un centro culturale a Terlizzi (BA) impegnato nella produzione di attività formative, servizi ed eventi sul territorio. Al suo interno sono presenti realtà partecipate e attive nella creazione di community in settori diversificati: lo studio di registrazione REH, il centro serigrafico ZEBÙ label, la scuola di teatro KRAPP, i laboratori artigianali TANÈ, una sala studio gratuita per studenti. Il MAT è attivissimo anche nella produzione di eventi di pubblico spettacolo che trovano la loro massima espressione nell’appuntamento annuale con il CHIÙ festival di illustrazione e dintorni. Ha già ospitato i corsi Kaufman di  sceneggiatura per il cortometraggio condotto da Antonella Gaeta e di drammaturgia con Riccardo Spagnulo.

Numero di ore: 20

Costo: 100 euro

Il corso è a numero limitato.